settembre 18, 2026

Volatilità, efficienza e miglioramento genetico

Volatilità, efficienza e miglioramento genetico

Credo che negli ultimi trent’anni non si sia mai visto quello che è successo nel nostro settore negli ultimi dodici, diciotto mesi. Oscillazioni così frequenti e così ampie sia sul fronte dei costi che dei ricavi a cui nessuno era abituato e nessuno era in grado, anche lontanamente di prevedere.

Ricordo che Greg Bethard, specialista nella gestione economico finanziaria degli allevamenti, durante il Cirio Dairy Meeting del 2017, nella sua relazione presentava la situazione americana con delle oscillazioni di costi e ricavi che agli allevatori italiani sembravano così irreali da far ritenere che a noi non sarebbe mai potuto accadere. Chi c’era, si ricorderà dell’esempio del “cigno nero”, cioè di quella eventualità, talmente imprevedibile, che nessuno si aspetta e che, per motivi i più disparati, invece si verifica.

E citando Oggy Berra ricordava che “É difficile fare previsioni, specialmente per il futuro”.

Oggi visto che anche nel nostro paese la situazione del settore è molto simile a quella americana vale la pena ricordare le indicazioni di Bethard per poter “resistere” nei momenti meno favorevoli e massimizzare i profitti in quelli più favorevoli. Eccone alcune:

  • Massimizzare gli IOFC per vacca/giornocamion latte
  • Elevata qualità dei foraggi
  • Gestire al meglio le vacche fresche
  • Ottimizzare il programma di riproduzione: produrre gravidanze di vacche e manze
  • Avere sempre la stalla piena al 100%: flusso di vacche fresche e buon rapporto primipare/pluripare
  • Riformare tempestivamente gli animali (sostituire gli animali meno efficienti con animali migliori)
  • Ridurre il costo di sostituzione (allevamento della rimonta)

A prima vista, niente di particolarmente nuovo. In sostanza, il messaggio di Bethard era (è): non illudiamoci di poter influire sugli aspetti esterni al nostro lavoro come il prezzo del latte e costo delle materie prime perché sarebbe come investire in borsa ed illudersi di poter influire più dei fondi di investimento. Bethard, in fondo richiamava a gestire al meglio quanto avviene all’interno dell’azienda, cioè ai fondamentali del lavoro dell’allevatore, che nella sostanza è quello di trasformare gli alimenti in latte.

Il successo ed il reddito del lavoro dell’allevatore sta nell’efficienza con cui questo avviene.

A quanto ricordato da Bethard, io mi permetto di aggiungere che oltre alla gestione, l’efficienza dipende anche dalla potenzialità degli animali. E questo nel nostro settore si chiama GENETICA. Ed anche sul miglioramento genetico c’è (fortunatamente) ancora molto da fare.

Avere un proprio indice di selezione, che tenga conto dei propri obiettivi e di cosa convenga selezionare, e perseguirlo nel tempo, come potete leggere più avanti in questo catalogo, porta ad avere in allevamento animali dal potenziale più alto e quindi, associati alla ottima gestione può garantire maggior reddito all’allevatore/imprenditore.

Agostino

 

 

 

 

 

Agostino Bolli
Direttore Alta Italia