Conoscenza

Novità della valutazione di Agosto 2026

Scritto da Admin | Sep 28, 2026, 2:02:13 PM

Negli ultimi 10-15 anni abbiamo assistito ad un miglioramento entusiasmante delle performance nella popolazione holstein. Grazie alla accelerazione del miglioramento genetico dovuto alla genomica, al maggior comfort, ai moderni sistemi di raffrescamento, alla maggiore attenzione alla qualità dei foraggi, all’utilizzo di software che hanno permesso di ottimizzare la gestione nel complesso, le produzioni sono passate da poco oltre i 30 kg/capo/giorno a ben oltre i 40 kg, fino a 45 con picchi anche di 50 kg con titoli di grasso oltre il 4% e proteina al 3,6%. Risultati davvero impensabili solo 15 anni fa a riprova della eccezionale potenzialità della razza holstein.

E non basta perché, contemporaneamente, anche quello che era sempre stato considerato come il tallone di Achille della razza, vale a dire la fertilità, è decisamente migliorata. In questo caso grazie all’adozione di aggressivi programmi di riproduzione, in particolare grazie all’utilizzo di efficaci protocolli di sincronizzazione, all’avvento della sensoristica per il rilevamento dei calori e alla adozione di nuovi parametri (in particolare il PR) più efficaci di quelli utilizzati in precedenza per la valutazione dei risultati riproduttivi.

Ma anche in questo caso la genetica ha fatto la sua parte: da quando, nel 2003 venne introdotto l’indice DPR (Daughter Pregnancy Rate), gli allevatori hanno finalmente avuto a disposizione uno strumento diretto per selezionare animali più fertili. Al DPR si sono poi aggiunti il CCR (Cow Conception Rate) e l’HCR (Heifer Conception Rate) e più recentemente l’FI (Fertility Index), un indice sintetico che, con pesi diversi, ha inglobato i tre precedenti. Tutto questo ha portato ad un deciso miglioramento delle performance riproduttive, tanto che, se solo una decina di anni fa, un PR di 18-20% poteva essere considerato un buon risultato, oggi numerosi allevamenti raggiungono il 25 di PR, ma non sono pochi quelli che arrivano e superano il 30. Anche in questo caso, impensabile solo pochi anni fa!

Se però al miglioramento delle produzioni effettive di latte ha fatto riscontro un altrettanto evidente progresso genetico, basti pensare che con l’ultimo cambio di base genetica, che misura il miglioramento avvenuto nel quinquennio precedente, la base genetica veniva alzata di ben 750 libbre di latte (questo valore rappresenta il maggior aggiustamento mai effettuato), lo stesso non era altrettanto evidente per la fertilità, per la quale a fronte dei netti miglioramenti del PR negli allevamenti, il DPR non sembrava avere un trend analogo, anzi nell’ultimo aggiornamento della base era, se pur di poco peggiorato (- 0,2).

 

DPR e Periodo di attesa volontario

 

Come mai? Cosa è successo in questi anni nella gestione della riproduzione? Proprio grazie al miglioramento della fertilità, gli allevatori hanno gradualmente, ma in maniera sempre più significativa, posticipato il periodo di attesa volontario (VWP), passando dai 50 ai 70, 80 o anche 90 giorni, specialmente nelle primipare, principalmente per 3 motivi: il primo perché, con il miglioramento della fertilità ed in particolare dei tassi di concepimento, è diminuita la preoccupazione di dover ingravidare le vacche il prima possibile dopo il parto, secondo perché ingravidare le vacche troppo presto significava avere lattazione troppo corte, quindi rinunciare a del latte oppure accorciare i giorni di asciutta, e terzo, per la maggiore persistenza delle lattazioni, specialmente nelle primipare.

Essendo il DPR un indice relativamente recente, il metodo di calcolo ha dovuto essere testato e, se necessario, “aggiustato” proprio alla luce di queste variazioni nella gestione riproduttiva. Infatti, DPR è funzione dei giorni di parto-concepimento, dove un punto di DPR corrisponde a 4 gg. E nel sistema di calcolo fino a questa valutazione, si era continuato a mantenere un VWP standard di 50 gg, nonostante la situazione reale sia, come abbiamo vista, decisamente cambiata. Ora è normale che se il VWP nella maggior parte degli allevamenti viene spostato in avanti di 20, 30 o anche 40 giorni, anche il DPR, possa peggiorare, non tanto perché la fertilità sia peggiorata, ma perché il metodo di valutazione non considerava il cambiamento adottato nella stragrande maggioranza degli allevamenti.

Con la valutazione di Agosto 2026, il calcolo del DPR terrà conto degli effettivi giorni VWP per ciascun allevamento e non più il dato standard di 50 gg.

La tabella sottostante mostra chiaramente (grafico a sinistra) come con la correzione apportata al metodo di calcolo, il nuovo DPR (linea rossa) mostri anche da un punto di vista genetico lo stesso trend positivo che abbiamo visto nelle performance riproduttive e non quello negativo del calcolo precedente (linea blu) attribuendo così anche alla genetica il corretto peso al miglioramento della fertilità che è evidente a tutti noi. E lo stesso vale per il Cow Conception Index (CCR) nel grafico di destra.

 

 

Proprio per questo motivo, come avrete notato oramai da qualche valutazione in alternativa al DPR, avevamo preferito utilizzare il più completo Fertility Index (FI), nel quale sono inclusi anche il CCR e l’HDR, e per questo motivo l’effetto distorsivo dell’allungamento del VWP sul DPR, veniva attenuato, e quindi ci sembrava più adatto ad indicare i tori in grado di trasmettere animali più fertili.

E i cambiamenti introdotti con questa valutazione, dimostrano che la nostra è stata una scelta corretta.

Il cambiamento nel metodo di calcolo del DPR non è l’unica novità di questa valutazione, in quanto anche per il CCR e l’HDR verranno introdotti modifiche nel metodo di calcolo per migliorarne la precisione.

Inoltre, verrà introdotto un indice completamente nuovo chiamato: FSC (First Service to Conception), che in pratica misurerà la capacità degli animali di rimanere gravidi a partire dalla prima fecondazione alla fine del periodo attesa volontario. Contrariamente agli altri indici che sono sempre espressi in percentuale l’FSC, sarà espresso in giorni. Valori positivi indicheranno tori le cui figlie si ingravideranno più rapidamente dopo la prima fecondazione.

Nella pagina dei tori del catalogo continueremo comunque a pubblicare l’indice composto Fertility Index FI con i due indici di concepimento HCR e CCR ed il “nuovo” DPR. Tutti i caratteri di fertilità sono comunque consultabili nella tabella “Costruiamo insieme la VACCA DEI 4 EVENTI” a pag. 15 di questo catalogo.

La conseguenza di questo aggiornamento di Agosto ha comportato un miglioramento consistente degli indici DPR e FI di tutti i nostri tori: in media il DPR è aumentato di 1,8 punti, mentre il Fertility Index di 1,5.

 

Nuovi indici per la salute dei vitelli

 

Con la valutazione di Agosto 2026 il CDCB pubblicherà per la prima volta anche due nuovi indici genetici riguardanti la salute dei vitelli: il primo per la resistenza alla diarrea (DIA) e il secondo per la resistenza ai problemi respiratori (RSP).

Gli indici sono espressi in punti percentuali. Un valore più alto indica una maggiore resistenza genetica.

La diarrea e la polmonite sono le due maggiori minacce alla sopravvivenza di un vitello e alle sue future prestazioni come vacca produttrice di latte. Anche se l’ereditabilità di questi nuovi indici è ancora relativamente bassa, l’utilizzo di questi nuovi caratteri genetici insieme ad una attenta gestione specialmente nelle prime fasi della vita delle vitelle (non smetteremo mai di ricordare quanto importante sia un’ottima colostratura), può permettere agli allevatori non solo di limitare la perdita di animali nelle prime fasi della loro vita, ma anche di allevare bovine che saranno più produttive e longeve una volta entrate in produzione.

Agostino Bolli

Elite Account Manager